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Amamelide
Hamamelis Virginiana L. |
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ETIMOLOGIA
Dal greco "simile alla mela" (per il frutto). Virginiana,
della Virginia.
BOTANICA
Famiglia: Hamamelidaceae
Descrizione: l'Amamelide
è una pianta arbustiva o piccolo albero, vagamente
simile al comune nocciolo. Le foglie anno picciolo corto,
alterne, glabre, di forma più o meno ovoidale con incisioni
ben marcate sulla pagina superiore che corrispondono a nervature
molto in rilievo nella pagina inferiore. I fiori, piccoli
e di colore giallo sono ascellari e riuniti in piccoli gruppi
di 2-3. Fiorisce alla fine dell'estate in settembre-ottobre.
Il frutto è una capsula legnosa contenente due semi
scuri e lucidi. In Europa è coltivata soprattutto come
ornamentale in parchi e giardini.
Habitat: è pianta
originaria del Nord America e del Canada, dove cresce spontanea.
Coltivazione: l'Amamelide
è stata studiata per il suo potenziale produttivo nelle
situazioni pedologiche collinari dove è possibile coniugare
produzione e riconversione di seminativi difficili e marginali.
La migliore collocazione è quella di essenza forestale
all'interno di formazioni miste con altre essenze officinali
(biancospino, frassino) e non (ciliegio, acero) dove la pianta
manifesta il duplice valore di pianta officinale per la produzione
di droga e di elemento vegetale atto a riconvertire i seminativi
acclivi e soggetti ad erosione consolidandoli e salvaguardandoli.
L'omologia tra il clima dei luoghi di origine e quello dei
siti di impianto ha determinato risultati promettenti.
Tempo di raccolta:
le foglie si raccolgono in estate e si essiccano. La
corteccia si raccoglie durante l'autunno e si fa essiccare
il più velocemente.
Parte utilizzata: foglie
e rametti.
PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO
Fenoli (tannini) espressi come acido gallico.
MODALITÀ D'AZIONE DELL'AMAMELIDE
Attività: l'Amamelide virginiana
presenta attività astringente, antiflogistica, emostatica
locale
e spiccate proprietà antiossidanti.
Avvertenze: in soggetti
ipersensibili possono talvolta comparire irritazioni gastriche.
UTILIZZI ODIERNI PIÙ COMUNI DELL'AMAMELIDE
Usi erboristici: i preparati
di Hamamelis virginiana sono utili nel trattamento delle infiammazioni
e irritazioni locali della cute e delle mucose ed inoltre
nelle emorroidi e nelle varici grazie alle loro benefiche
proprietà proprietà a livello dei vasi sanguigni.
Per le sue proprietà astringenti l'Amamelide viene
inoltre impiegata come coadiuvante in caso di diarrea.
Usi tradizionali: nella
medicina popolare i preparati di Hamamelis virginiana sono
utilizzati nel trattamento delle irritazioni della bocca e
della gola, infiammazioni oculari, punture d'insetto, piccole
ustioni ed altre irritazioni della pelle. La pianta viene
generalmente impiegata in forma di decotto, impiastro o unguento.
AMAMELIDE: CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO
Uso interno:
infuso:
2-3 g di foglie (1-2 cucchiai) in 150 ml acqua bollente. Dopo
10 minuti di infusione filtrare e assumere 2-3 volte al giorno
lontano dai pasti. Estratti secchi in capsule o altre preparazioni
equivalenti a 15-20 mg/die di fenoli totali espressi come
acido gallico.
Uso esterno: acqua di
Amamelide*: per impacchi, tal quale o diluita con acqua nel
rapporto 1:3.
Infuso: per cataplasmi e sciacqui, utilizzare più volte
al giorno.
* L'acqua di Amamelide (nota anche come distillato
di Witch Hazel) si ottiene dai
rametti quiescenti tagliati freschi e parzialmente essiccati.
I rametti vengono macerati per
circa 24 ore in acqua fredda a cui segue la distillazione
e l'aggiunta di alcool.
STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL'AMAMELIDE
La storia "europea" dell'Amamelide è relativamente
recente, venne infatti importata per la prima volta dal Nuovo
Mondo intorno alla prima metà del XVIII secolo. Lo
scopo delle prime importazioni fu non tanto quello dello sfruttamento
medicinale della pianta, ma il suo utilizzo a scopo ornamentale
in parchi e giardini. Con il tempo le notevoli proprietà
medicinali dell'Amamelide, già ampiamente conosciute
e sfruttate dagli indiani d'America, vennero apprezzate anche
dal mondo scientifico europeo, che ormai dall'inizio del '900
ne riconosce le proprietà astringenti ed emostatiche
dovute ai principi attivi di natura tanninica.
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