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Ginkgo

Ginkgo biloba L.

 
Ginkgo

ETIMOLOGIA

Ginkgo, deriva da un'erronea trascrizione del suo nome giapponese "GIN-KYO" derivante a sua volta da quello cinese "YIN-KUO" e ambedue significano: albicocca d'argento. Questo nome è stato attribuito alla specie dal famoso botanico Carlo Linneo nel 1771 all'atto della sua prima pubblicazione botanica ove mantenne quell'erronea trascrizione del nome originale. Biloba, si riferisce alle foglie a forma di ventaglio che spesso si dividono in due lobi.

BOTANICA

Famiglia: Ginkgoaceae
Descrizione: il ginkgo è un 'elegante specie arborea gimnosperme caducifoglia alta fino a 40 m. Come specie è considerato l'albero più vecchio del pianeta. È una specie longeva, dioica: gli individui femminili hanno forma rotondeggiante e quelli maschili lunghi rami e portamento più slanciato. Questi ultimi vengono preferiti nella coltivazione ornamentale per l'assenza degli ovuli maturi. È stato considerato da Darwin una sorta di "fossile vivente", in quanto unica specie residua di una famiglia ed un ordine che risale al primario. In effetti, si ritiene che la specie sia estinta allo stato naturale e sia stata preservata grazie alla coltivazione operata dai monaci cinesi per ornare i luoghi di culto. La fecondazione è quella caratteristica delle gimnosperme più arcaiche.
Habitat: il Ginkgo è originario della Cina dove cresce spontaneo in valli fresche fino a 700 metri s.l.m. Il Ginkgo cresce in piantagioni su larga scala in Cina, Francia e nel sud Carolina (USA).
Coltivazione: in una prima sperimentazione si sono fatti degli impianti di tipo forestale, a bassa intensità colturale, che però non hanno sortito risultati rilevanti; ciò soprattutto a causa del lento accrescimento della pianta e dei danni che questa patisce dalla fauna selvatica nei terreni marginali. I ricercatori hanno quindi tentato la strada dell'intensificazione colturale, realizzando un campo sperimentale in pianura a sesti ridotti su cui si stanno sperimentando delle tecniche colturali innovative, forme di allevamento idonee ad una tecnica meccanizzata per valutarne i risultati produttivi in termini quantitativi.
Tempo di raccolta: la raccolta viene effettuata in Giugno-Luglio.
Parte utilizzata:
la droga è costituita dalle foglie.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DEL GINKGO

Terpenlattoni e ginkgoflavonglucosidi.

MODALITÀ D'AZIONE DEL GINKGO

Attività: il ginkgo presenta attività antiossidante, protettrice dell'endotelio vascolare e regolatrice del flusso sanguigno; favorisce la circolazione ematica periferica e cerebrale; attività antiaggregante piastrinica; azione antiallergica.
Avvertenze: molto raramente sono stati osservati disturbi gastrointestinali e/o reazioni allergiche cutanee. In caso di assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici consultare il medico prima di assumere preparati delle pianta.

UTILIZZI ODIERNI PIÙ COMUNI DEL GINKGO

Usi erboristici: nei preparati erboristici il Ginkgo viene tipicamente utilizzato per migliorare le performance cognitive, e nella cattiva circolazione periferica.
Usi tradizionali: in Cina, il seme essiccato e lavorato è utilizzato nelle prescrizioni per l'asma, tosse con flemma, enuresi, disturbi della mucosa vaginale, bronchiti con asma, diuresi frequente.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: preferibilmente preparazioni titolate equivalenti a 27-30 mg gingkoflavonglucosidi e 10 mg terpelattoni al giorno (equivalenti a circa 4-8 g di droga la giorno).

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DEL GINKGO

L'arte orientale è ricca di simboli e richiami al ginkgo: nei blasoni degli shogun come negli antichi poemi waka (poesia giapponese) si trovano simboli ed allegorie di questa pianta. Persino alcune pettinature giapponesi hanno denominazioni come "grande ginkgo", o "piccolo ginkgo", poiché richiamano la forma delle foglie della pianta. E' coltivato da secoli per adornare templi e luoghi di culto dove tuttora si trovano esemplari millenari. I semi (noci di ginkgo) sono un frutto molto ricercato e vengono consumati e tostati. Per le sue proprietà l'infuso di foglie è chiamato "tè dell'eterna giovinezza".

 



 


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