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Tarassaco
Taraxacum officinale Weber |
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 ETIMOLOGIA
Taraxacum, nome dato alla fine del Medio Evo, dal greco turbamento
e rimescolo e da tarasso, rimedio, allusione alle sue proprietà.
Leontodon dal greco dente di leone, per la dentellatura delle
foglie, paragonata ai denti di leone.
BOTANICA
Famiglia: Compositae
Descrizione: pianta erbacea
vivace o perenne con grossa radice fittonante, fusiforme,
gialla, semplice o poco ramificata e rosetta basale. Le foglie
sono allungate sessili sul colletto. E' presente una grossa
costola centrale, carnosa o fistolosa e la lamina è
suddivisa in grossi denti triangolari (da cui il nome volgare
dente di leone). Il fiore è composito. Fiorisce tutto
l'anno se il clima lo consente ed in particolar modo in primavera
ed in autunno. Il frutto è costituito da un piccolo
achenio bruno, solcato.
Habitat: specie delle
regioni temperate, il Tarassaco cresce su qualsiasi tipo di
terreno, dal mare alla montagna.
Coltivazione: per garantire
un buon sviluppo della radice occorre un terreno ad alta componente
sabbiosa, sciolto ed aerato. La moltiplicazione della pianta
avviene per seme. Durante il periodo estivo di maggiore secco,
il tarassaco si avvantaggia di una o più irrigazioni.
Tempo di raccolta:
la raccolta della pianta intera di tarassaco viene effettuata al
terzo anno di coltivazione, nella primavera, poco prima della
fioritura.
Parte utilizzata: radice
PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DEL TARASSACO
Derivati dell'acido caffeico
MODALITÀ D'AZIONE
Attività: il tarassaco presenta
attività coleretica, colagoga, eupeptica, stomachica
e stimolante della diuresi.
Avvertenze: i preparati
a base di tarassaco vanno utilizzati con attenzione nei soggetti
con microcalcoli alla colecisti ( in quanto stimolanti della
secrezione biliare) e in soggetti sofferenti di ulcera peptica
(in quanto stimolanti delle secrezioni gastriche).
UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL TARASSACO
Usi erboristici: il tarassaco è un ottimo depurativo epatico e renale. E' inoltre
un rimedio utile nei disturbi dispeptici, nelle digestioni
lente e per ottimizzare la funzionalità della diuresi.
Usi tradizionali: per uso esterno, la medicina popolare
utilizza il lattice della droga come rimedio per le verruche.
Le radici raccolte in autunno, quando sono più ricche
di inulina, vengono tostate ed utilizzate come surrogato del
caffè. Tradizionalmente il tarassaco veniva impiegato
come depurativo, nella gotta e nei disturbi reumatici, come
blando lassativo (grazie all'azione di stimolo della coleresi).
CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DEL TARASSACO
Uso interno: capsule
con estratto secco o preparazioni equivalenti a 3-4mg/die
di derivati dell'acido caffeico.
Uso alimentare: gli
estratti di tarassaco sono presenti come ingredienti digestivi in bevande
alcoliche (amari) ed analcoliche. La pianta viene inoltre
usata come componente aromatizzante di dolci, prodotti da
forno, gelatine e formaggi. Le foglie giovani, specialmente
quelle delle forme coltivate, sono usate in insalata o come
ortaggio, mentre dei fiori si fa uso nella preparazione di
un particolare vino.
STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DEL TARASSACO
I medici cinesi usavano prescrivere il tarassaco sin da tempi
antichissimi per trattare numerosi disturbi (raffreddore,
bronchite, polmonite, epatite, foruncoli, ulcere, sovrappeso).
I medici arabi del X secolo furono i primi a riconoscerne
le proprietà diuretiche. Nel XVII secolo, il tarassaco
era così diffuso come diuretico da essere volgarmente
chiamato "piscialletto" (dal francese pissenlit),
nome tuttora in uso nel dialetto toscano.
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