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Vite Rossa
Vite rossa - Vitis vinifera L. |
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BOTANICA
Famiglia: Vitaceae
Descrizione: pianta rampicante
decidua con rami eretti rampicanti, viticci, foglie palmate,
gruppi di piccoli fiori color verdepallido e grappoli di frutta
(uva) il cui colore varia dalverde al nero. I rametti giovani,
spesso pelosi, hanno, dallaparte opposta alla foglia, un cirro
che permette alla pianta di attaccarsi ai sostegni.
Habitat: la vite rossa è una
pianta originaria dell'Europa meridionale e dell'Asia occidentale.
Coltivazione: la
Vite è coltivata nelle regioni calde temperate di tutto
il mondo per il frutto e per la produzione di vino.
Tempo di raccolta: le
foglie si raccolgono in estate.
Parte utilizzata: foglie
PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO
Antocianosidi. La varietà a foglia rossa (tintoria)
è quella più ricca in principi attivi.
MODALITÀ D'AZIONE
Attività: la Vitis vinifera
presenta una spiccata attività protettrice e tonica
dei capillari e delle vene.
Avvertenze: non sono
noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari precauzioni
d'uso alle dosi raccomandate.
UTILIZZI ODIERNI PIÙ COMUNI DELLA VITE ROSSA
Usi erboristici: per la
loro specifica attività su vene e capillari, i preparati
di Vitis vinifera sono utili nel trattamento dei disturbi
circolatori a carico degli arti inferiori e nei casi di fragilità
capillare.
Usi tradizionali: nella medicina popolare i preparati
di Vitis vinifera erano utilizzati nel trattamento della dissenteria
e in caso di sanguinamento mestruale abbondante, mentre per
uso esterno si impiegavano in caso di geloni e vasi superficiali
dilatati.
CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DELLA VITE ROSSA
Uso interno: estratto
secco o idroalcolico: il dosaggio consigliato corrispondea
10 mg al giorno di antocianosidi.
Infuso: 4-5 g di foglie triturate in 100 ml di acqua. Dopo
infusione di 10 minuti, filtrare ed assumere 2-3 tazze al
giorno.
Uso esterno:
decotto: 8-10 g di foglie triturate in 100 ml di acqua; fare
impacchi sulle zone interessate.
STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DELLA VITE ROSSA
Nel 1652, l'erborista Nicholas Culpeper la consigliava
come collutorio e scriveva che "le ceneri dei
rami bruciati rendono i denti da neri come la colza a bianchi
come la neve; con queste frizionate perciò i denti
ogni mattina".
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